Me

Sono nato a Verona  nell’autunno del 1974 da Michele e Luisa. 

In quel periodo in città c’erano le austerity, i Pink Floyd passavano dall’incisione di “The Dark Side of The Moon” a quella di “Wish You Where Here”,  e nei bassifondi Inglesi e Statunitensi si stavano formando i primi movimenti Punk.

La Renault 5 si stava diffondendo tra le utilitarie. 

Sono sempre stato curioso e stimolato dalle cose che mi hanno circondato, dal loro funzionamento e dai loro meccanismi, rapito dalle manifestazioni della natura, dai colori, dai movimenti, dagli animali. 

Ogni volta che vivevo una bella sensazione o ero incuriosito dalla particolarità di un oggetto o un luogo, cercavo il modo di imprimerlo, catturando il momento e rispettandone lo stato. Volevo trovare un modo per rivivere l’attimo o ricordarne le sensazioni, oppure vedere la reazione negli altri. 

Ho capito che la macchina fotografica era il mezzo più idoneo al mio scopo. Così verso la metà degli anni 80, durante le vacanze in Calabria, mio padre mi regala una macchina fotografica, poco più che un contenitore per pellicole dotato di pulsante di scatto e un piccolo obiettivo. Amo guardare il mondo attraverso un mirino. Dopo qualche anno e innumerevoli sperimentazioni (binocoli attaccati all’obiettivo con il nastro isolante, immersioni in mare all’interno di una busta di plastica…)  ho cominciato a rubare qualche scatto alla reflex di mio padre, che mi ha insegnato ad usare nel modo migliore l’esposimetro. Lo stesso accadeva con quella dello zio, che successivamente ho ereditato come prima reflex, completamente manuale. Agli inizi degli anni 2000 faccio la conoscenza del digitale. Scopro il grande vantaggio offerto da questa tecnologia: la sperimentazione gratuita e la verifica immediata dei risultati. Quello che in analogico avveniva tramite macchinosi appunti, numeri di scatto, giorni in attesa dello sviluppo e costi da sostenere, con il digitale tutto è diventato più immediato. Da lì all’acquisto della mia prima reflex digitale il passo è stato breve, e ricco di soddisfazioni. Oggi ho la fortuna di possedere degli apparecchi fotografici analogici e digitali bellissimi, obiettivi pregiati, che utilizzo in ogni condizione e per ogni tipologia di scatto. Eppure, ho sempre la certezza di avere un sacco di cose da imparare,  scoprire, riscoprire. Ogni volta che mi confronto con punti di vista diversi  sono impaziente di farli miei,  approfondirne tecniche e idee, mettermi in gioco, ricominciare sempre.